• 31/05/2024

The Cambridge Experience #28 – studiare e lavorare all'estero grazie alle certificazioni Cambridge

Viola ha 24 anni ed è originaria di Orbetello (GR), ma vive da quattro anni in Belgio, dove è inizialmente andata in Erasmus e ora si occupa di Business Development per una società di software. In questa testimonianza, ci racconta il suo percorso, e come le certificazioni Cambridge l’hanno aiutata ad ampliare i propri orizzonti e raggiungere i propri traguardi.

Come ha avuto inizio la tua esperienza internazionale?

Quattro anni fa sono venuta qui per l’Erasmus, all’epoca frequentavo la facoltà di Economia e Management a Siena, dove seguivo un corso di laurea interamente in inglese. Ho fatto questa scelta sia per un interesse personale, sia perché alle superiori avevo sostenuto la certificazione B1 Preliminary, ottenendo il punteggio massimo e ricevendo quindi un’attestazione di livello B2. Questa cosa mi ha consentito di accedere al corso di laurea in inglese senza ulteriori esami o corsi integrativi, che invece altri miei colleghi hanno dovuto svolgere. Dopo i primi due anni, ho fatto application per l’Erasmus alla KU Leuven, dove era anche richiesto un livello minimo B2, quindi sono entrata in graduatoria e ho ottenuto il posto. Una volta arrivata in Belgio, mi sono completamente innamorata del paese e del modo in cui viene approcciata l’università – completamente diverso da ciò a cui ero abituata in Italia. Sono poi rientrata a Siena per finire gli studi e preparare la tesi triennale, ma avevo già deciso che sarei tornata in Belgio per il Master. Mentre preparavo la tesi, reduce da 6 mesi di full-immersion in inglese, ho deciso di conseguire una certificazione C1 Advanced qui all’Università di Siena, preparandomi in autonomia, con il supporto del Centro Linguistico di Ateneo, sfruttando delle agevolazioni fiscali per conseguire questa certificazione presso l’università. A giugno ho svolto l’esame, ottenendo la certificazione in modo molto semplice, dal momento che avevo già affrontato questo tipo di esame e sapevo com’era. Dopo di che, sono tornata nella stessa università per seguire il Master, terminandolo e iniziando qui anche la mia carriera lavorativa.

Quanto pensi che le certificazioni Cambridge English abbiano fatto la differenza nel tuo percorso?

Sono certamente state un bel trampolino di lancio, ma anche di supporto linguistico. Sono esami molto completi, che toccano tutte le abilità e ti danno veramente una buona base di conoscenza dell’inglese, che mi sono ritrovata poi nella vita di tutti i giorni. Indipendentemente da quanto avessi opportunità di fare pratica, ho sempre notato un aumento del mio livello d’inglese dopo avere svolto gli esami. Oltre ad essermi preparata sui materiali di preparazione ufficiali, ho anche ricevuto supporto dal Centro Linguistico di Ateneo, che offriva un servizio completamente gratuito di revisione del writing. In generale un riscontro che ho avuto, sia in ambito universitario che lavorativo, è che grazie alle certificazioni Cambridge la mia conoscenza dell’inglese fosse più profonda, anche rispetto a tanti altri miei coetanei che avevano svolto altri esami di livello C1 tramite l’università.

Oltre all’aspetto prettamente linguistico, pensi che questo tipo di esami possa anche aiutare a sviluppare altri tipi di soft skills?

Sicuramente. Io ho fatto il B1 Preliminary in quarta liceo, quindi un anno prima della maturità. Era tanto tempo che non facevamo esami così rigidi. Quelli sono degli anni tosti perché dobbiamo affrontare vari esami come quello per la patente e la maturità, quindi l’esame di inglese è stato un ottimo allenamento da quel punto di vista. Mi ha anche aiutato a comprendere come approcciare un esame, su cosa focalizzarmi, ad esempio per la comprensione e per il writing. Quest’ultimo aspetto mi è tornato particolarmente utile in ambito lavorativo, dove mi capita di dover scrivere contenuti di marketing o e-mail ai clienti, e non ho alcun problema a variare da una tipologia di testo all’altra. Anche dal punto di vista sociale, ho acquisito una self-confidence che difficilmente avrei avuto se mi fossi solo basata sulla mia conoscenza linguistica delle superiori. Mi ha sicuramente arricchito tantissimo.

Cosa vorresti dire a tanti studenti italiani, che magari si affacciano al mondo universitario e lavorativo, sull’importanza di fare esperienze internazionali come quella che hai fatto tu?

Io credo fermamente che la crescita che una persona può avere trasferendosi all’estero sia una crescita sia personale che professionale. Le opportunità nel Nord Europa sono infinite e le conoscenze vengono premiate, e dal punto di vista personale un’esperienza del genere ti permette di conoscere tante culture e persone diverse, che è bellissimo. Poi questa è l’età migliore per farlo, perché sono degli anni un po’ di passaggio e di assestamento, in cui si cerca di capire dove vogliamo andare e in cosa vogliamo acquisire esperienza, e qui le possibilità sono davvero molte, quindi sicuramente è una cosa che consiglio veramente a tutti. Anche se fossero solo 6 mesi, fa veramente bene.

Che progetti hai per il futuro?

Sicuramente nel breve termine starò ancora qui in Belgio perché mi trovo molto bene. Nel medio periodo non lo so ancora, ma sono molto aperta anche a spostarmi altrove, sia in Europa che in Asia, per poi rientrare in Italia quando la situazione lavorativa sarà un po’ più stabile e avrò più anni di esperienza alle spalle.

Allora buona fortuna con i tuoi progetti e grazie per aver condiviso la tua storia!

Gabriele Scollo – Content Marketing Executive, Cambridge University Press & Assessment, Italy

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